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PENSIERI E SCHIACCIANTI CONSTATAZIONI

Credo non si arrivi mai a capire veramente fino in fondo cosa spinge la gente a pensare cose che, agli occhi di un intelletto medio, siano stupide o più semplicemente, dettate da poca intelligenza.

Certo è che quando viene stuzzicato l’orgoglio o ci si sente minacciati da qualcosa (che sia vero o no) l’indole umana parte subito al contrattacco, senza perdere nemmeno un secondo.

Spesso mi sono fermata a ragionare su come le persone possano compiere azioni ridicole, senza magari rendersene conto, solo perché offuscati dalla gelosia o da una preistorica e già ben saldata scarsa autostima.

È anticamente provato e di conoscenza comune, che nel momento in cui un essere umano si sente spinto a denigrare qualcun altro, o si sente libero di parlarne alle spalle sia segno di una vita non molto soddisfacente e piena di tempo libero usato nella peggiore delle maniere: non per migliorarsi ma per affondare.

Semplice.

Chiaro.

Nulla di nuovo.

Mai ritratto fu più fedele di questo della realtà odierna.

Quanta gente si ritrova a buttare fango sugli altri solo per avere un momentaneo appagamento?

Quanta gente si sente minacciata da chi lavora onestamente, con passione e impegno e ottiene più successo?

Quante persone continuano a credere che vada bene approfittarsi dei poveri, di sfruttare i giovani per poi abbandonarli subito in un angolo della strada quando ai loro occhi sembra di aver trovato qualcosa di meglio? Che poi alla fine, chi è che stabilisce cosa è il meglio? Il meglio per chi?

La nostra società è fondata sul trovare il meglio per il proprio tornaconto ma questo non ha fatto altro che continuare ad alimentare nei giorni, mesi e anni, fenomeni ancora più intensi di odio e separazione.

Inutile girarci attorno: chi augura il male agli altri, non fa altro che augurarne a sé stesso… ma non per qualche strano effetto del karma, ma per il semplice fatto che questo tipo di ragionamento lo svilisce come essere umano, come persona, come essere vivente… pensante, o almeno così dovrebbe essere.

Si affonda da solo perché affonda la sua intelligenza, il suo buon senso, la sua identità.

Quanto sarebbe meglio che in un mondo pieno di odio, la gente si fermasse a riflettere su come potrebbe aiutare, su come potrebbe fare del bene agli altri, su come risollevare gli animi più sensibili.

Che gusto c’è ad attaccarsi a piccolezze, a cavilli, pur di sembrare più forti e potenti?

Che gusto c’è a tirare fuori cose passate pur di rivendicare diritti?

Che gusto c’è a concentrarsi sulle maniere in cui si può stroncare la felicità di qualcuno?

Un esame di coscienza non costa nulla.

Anche perché posso assicurare, che il vero gusto sta per chi, dall’altra parte, si rende conto di queste piccolezze, si rende conto di che animo povero può pensare queste cose, e si rende conto di che brutta figura sta facendo.

Ed è così che i tentativi di indebolire, in realtà fanno spuntare solo sorrisi di compassione della serie “caspita, a più di questo non riesce ad arrivare!”

Questo non significa però che non ci sia più speranza… in realtà se ci fosse un buono spirito, tutti in poco riuscirebbero a cambiare atteggiamento.

Forse allora la domanda è, c’è ancora qualcuno intenzionato a cambiare veramente per focalizzarsi a fare del bene?

Ad ognuno la sua risposta.

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